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Iperammortamento 2026: la novità per il fotovoltaico con accumulo

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Esiste un incentivo fiscale“iper”? Sì, è quello riservato agli impianti fotovoltaici con accumulo e alle imprese. Due elementi che, insieme, sono stati valorizzati dall’ultima Legge di Bilancio 2026 e resi concreti dal decreto attuativo MIMIT-MEF, entrato in vigore questo mese di maggio.
Vediamo meglio in cosa consiste, e perché può dare una svolta alle politiche aziendali che riguardano il risparmio dei costi energetici e la sostenibilità.

Il concetto di iperammortamento e come funziona nella pratica

Il primo punto è importante: non si tratta di un contributo diretto, è una deduzione fiscale che viene distribuita negli anni di ammortamento degli impianti.
Questo significa che si possono sottrarre (dedurre) le spese sostenute dal reddito complessivo lordo – quello su cui si dovranno calcolare le imposte.

Il risparmio fiscale

Nel momento in cui si riduce la base imponibile si ottiene un risparmio, in questo caso “iper”: un prefisso che indica una quantità superiore al normale. Perché?

  • Il costo dell’impianto può essere maggiorato dall’impresa con alte percentuali – fino al 180% – per la determinazione delle imposte sui redditi (IRES/IRPEF).
  • Il costo di acquisizione dei beni maggiorato, riduce l’imposta su un valore superiore a quanto è stato speso.

I vantaggi per l’uso del fotovoltaico

Il decreto interessa molto il nostro settore, perché in questa categoria di beni sono inclusi i sistemi fotovoltaici e i sistemi di accumulo.
Grazie a questa maxi-deduzione fiscale le imprese potranno aumentare il valore deducibile degli investimenti effettuati per i beni strumentali e gli impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.

Questa misura fiscale è pensata per incentivare l’autoconsumo aziendale, stimolando l’efficienza energetica e digitale del tessuto imprenditoriale italiano.
L’iperammortamento 2026, quindi porterà vantaggi fiscali e gestionali a livello energetico.

Come funziona l’iperammortamento?

Abbiamo visto che l’incentivo consiste in una maggiorazione fiscale del costo dell’investimento, che permetterà all’impresa di pagare meno imposte nel tempo.
Nella pratica, scopriamo quali sono le percentuali del beneficio, che ogni anno sarà determinato sulla base delle spese agevolabili per gli investimenti.

  • +180% fino a 2,5 milioni di euro;
  • +100% da 2,5 a 10 milioni di euro;
  • +50% da 10 a 20 milioni di euro.

Tra i diversi tipi di incentivi sul fotovoltaico, il meccanismo dell’iperammortamento supera il sistema del credito d’imposta e facilita la questione fiscale con la deduzione maggiorata.

Fotovoltaico incentivato: cosa cambia nel 2026

Riprendendo il discorso sul settore fotovoltaico, sicuramente il decreto di attuazione della misura del Piano Transizione 5.0 – iperammortamento – ha introdotto una novità fondamentale per le imprese.

Partiamo dal fatto che questo programma presenta un’evoluzione continua, al fine di favorire la transizione energetica e digitale delle imprese italiane. Presenta, infatti, una particolare attenzione all’efficienza energetica e all’automazione.
Dato che promuove gli investimenti per i nuovi beni strumentali destinati alla trasformazione tecnologica dei processi produttivi, include anche i sistemi per l’efficienza energetica.
Ora il fotovoltaico con accumulo è incentivato direttamente, quindi non serve più che il bene strumentale acquistato sia collegato alle misure per l’Industria 4.0. Per un’impresa che decide di investire, il sistema fotovoltaico rientra direttamente tra i beni agevolabili in modo “iper” vantaggioso.

A livello fiscale vengono agevolati gli impianti destinati a specifiche funzioni:

  • autoproduzione di energia;
  • autoconsumo da fonti di energia rinnovabile.

L’autoconsumo energetico aziendale diventa una risorsa sempre più importante per il risparmio sui consumi, e da questo 2026 sarà sempre più considerata essenziale. Quando un’impresa produce e consuma l’energia elettrica del proprio impianto a fonti rinnovabili, come il fotovoltaico, ottiene tre benefici:

  • abbatte i costi energetici
  • riduce la dipendenza dalla rete
  • favorisce la sostenibilità ambientale.

Quali sono i requisiti per gli impianti FV con accumulo

Tutti questi vantaggi hanno, però, delle condizioni tecniche alla base. Per accedere all’iperammortamento 2026, un impianto fotovoltaico con batterie deve rispettare alcuni requisiti.

Collegamento all’attività produttiva

Sembra scontato, ma è bene ribadirlo: l’impianto fotovoltaico deve essere al servizio di una struttura produttiva. Deve produrre energia rinnovabile per lo stabilimento di produzione, un’attività industriale, etc. La struttura produttiva, costituita da unità locali o stabilimenti, deve essere finalizzata alla produzione di beni o all’erogazione di servizi.

Dimensionamento corretto

Un punto del decreto affronta questo tema, il dimensionamento degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. La produzione non può superare il 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva.
L’obiettivo di questo limite è quello di incentivare l’autoconsumo e non la vendita di energia.

Accenniamo solamente al fatto che, per determinare il fabbisogno energetico, si procede con un calcolo dell’energia elettrica equivalente complesso, che va effettuato seguendo degli specifici fattori di conversione.

Requisiti tecnici dei moduli

Sono ammessi per l’iperammortamento 2026 solo i moduli fotovoltaici ad alta efficienza, presenti nel Registro dei Moduli Fotovoltaici ENEA.
Questi moduli sono suddivisi per categorie, in base all’efficienza delle celle fotovoltaiche, e per l’iperammortamento sono agevolabili solo quelli delle categorie più alte (categoria b e c).

Negli impianti destinati all’autoproduzione e all’autoconsumo, inoltre, si devono utilizzare i moduli fotovoltaici UE (prodotti nell’Unione Europea e conformi agli standard europei).
Queste informazioni sono importanti per ottenere dal proprio impianto FV il miglioramento energetico adeguato.

Sistema di accumulo

Le batterie del fotovoltaico sono agevolate solo se vengono abbinate ad un nuovo impianto per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Il valore incentivabile dell’accumulo è legato a quello del fotovoltaico, con dei parametri di costo massimo ammissibile.
Si deve eseguire un calcolo in euro/kW del costo massimo ammissibile per i sistemi di accumulo, applicando dei coefficienti in funzione della fonte (rinnovabile fotovoltaica, eolica, geotermica, idraulica, da biomassa) e della fascia di potenza.

In generale, comunque, sono agevolabili le spese relative per: impianti per la produzione di energia termica, inclusi i relativi sistemi di accumulo; gruppi di generazione dell’energia elettrica; trasformatori (a monte dei punti di connessione della rete elettrica); misuratori (funzionali alla produzione di energia elettrica).

Iperammortamento e GSE: ecco come funziona

La procedura di accesso è legata strettamente al Gestore dei Servizi Energetici. L’impresa può usufruire di questa maggiorazione del costo di acquisizione dei beni, solo se compie determinati passaggi tramite la piattaforma informatica GSE dedicata.

  1. Trasmettere al GSE una comunicazione preventiva (prima di avviare l’investimento dei beni agevolabili) per la prenotazione delle risorse disponibili.
  2. Attendere la notifica dell’esito positivo della comunicazione al GSE e poi, entro 60 giorni, inviare la comunicazione di conferma dell’investimento. Si devono indicare data e pagamenti di acconto effettuati per raggiungere la soglia del 20% sul costo di acquisizione dei beni.
  3. Comunicazione di completamento degli investimenti. Bisogna indicare anche l’avvenuta interconnessione dei beni e inserire la documentazione (perizia tecnica asseverata e certificazione contabile).
  4. Attendere la ricevuta di avvenuto invio rilasciata dalla piattaforma.
  5. Nel frattempo, il GSE verifica il corretto caricamento dei dati e la completezza delle informazioni rese (in caso, richiede eventuali integrazioni).
  6. Ricevere la comunicazione di esito positivo delle verifiche effettuate dal GSE (oppure la non ammissibilità).

Inoltre, ai fini del monitoraggio degli oneri, ogni anno bisogna trasmettere al GSE una comunicazione contenente le informazioni su: investimenti effettuati, costo sostenuto, previsione di utilizzo del beneficio.
Questa comunicazione va effettuata entro il 20 gennaio di ogni anno.
Una seconda comunicazione integrativa va eseguita entro il successivo 30 giugno, indicando: piano di ammortamento e le quote relative all’incentivo, imputate in ciascun esercizio – per aggiornare i dati di rendicontazione.

Le comunicazioni obbligatorie legate all’iperammortamento, quindi, sono divise in più fasi: inizio, conferma, completamento, monitoraggio. In pratica, l’incentivo non è automatico e parte solo dopo la validazione del GSE.

Non solo: ad oggi, dopo il decreto di attuazione le imprese attendono l’attivazione della piattaforma, e l’apertura dei termini delle domande. Quando accadrà? La tempistica è stimata in circa un mese, quindi si prevede uno sblocco a breve da parte del GSE. Questo tempo è utile per riordinare le idee e informarsi meglio sulle procedure per l’iperammortamento del GSE.

Quando scade l’iperammortamento 2026?

Questa deduzione fiscale è valida per l’autoconsumo fino al30 settembre 2028. Per questo motivo si parla a volte di iperammortamento 2026-2028.
Sembra un termine ampio, ma chi decide di avviare la progettazione degli impianti fotovoltaici deve tenere conto delle variabili e delle tempistiche: progetto, realizzazione, procedure di approvazione GSE e per le scadenze fiscali.

Prendi i vantaggi di un incentivo diretto sul fotovoltaico

L’iperammortamento 2026 promuove l’uso del fotovoltaico con accumulo, con un beneficio concreto per le imprese italiane e della nostra regione.
Ovviamente, per ottenere la deduzione fiscale sarà necessario presentare un progetto conforme ai requisiti tecnici, per dimensionamento e sistemi di accumulo. Inoltre, il progetto dovrà essere gestito correttamente dal punto di vista procedurale sulle piattaforme GSE.

Per una consulenza completa sulle possibilità di accedere all’iperammortamento sul fotovoltaico, puoi rivolgerti al nostro team Social Energy, formato da professionisti qualificati.

  • Ci occupiamo da molti anni di realizzare e potenziare ogni tipo di impianto fotovoltaico con accumulo a Roma e nel Lazio.
  • Seguiamo un costante aggiornamento per seguire i progetti in ogni fase, dall’ideazione alle pratiche necessarie per accedere agli incentivi fiscali.

Se vuoi scoprire come dirigere la tua azienda verso la massima sostenibilità, con un progetto adatto all’iperammortamento 2026, contattaci!

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