
Facility Parco Agrisolare 2026, quali sono regole del nuovo decreto MASAF
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Quest’anno la parola “facility” ha un senso per l’Agrisolare, perché con la nuova normativa le cose si fanno più semplici (almeno in teoria). Vediamo come funziona questo incentivo oggi, valutando gli obiettivi e i risultati di questa misura finanziaria.
Com’è cambiato il Bando Agrisolare negli anni
L’investimento Facility Parco Agrisolare 2026 è l’ultimo tassello in ordine di tempo, di una misura nata ufficialmente nel 2022, con il primo bando. Dopo successive modifiche, lo scorso anno il PNRR italiano aveva subito una revisione per poter raggiungere gli obiettivi prefissati entro giugno 2026.
In questa fase del novembre 2025, però, era stato dato un “taglio” alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) – con una notevole riduzione dei fondi, senza proroghe per la rendicontazione, e con dei limiti maggiori per accedere ai contributi a fondo perduto. Le misure erano già state semplificate, per rendere il percorso più “lineare” e garantire i risultati nei tempi previsti – forse troppo stretti.
Dopo questa notizia, infatti, la situazione è cambiata e nel 2026 è stato varato un recente aggiornamento con regole differenti.
Cosa dice il Decreto MASAF per l’Agrisolare 2026
Questa disposizione fornisce oggi diverse indicazioni attuative della misura “Facility Parco Agrisolare” del PNRR. Il nuovo decreto ministeriale porta la data 17 dicembre 2025 (n. 681806), ed è sempre dedicato agli interventi per la realizzazione degli impianti fotovoltaici da installare su edifici ad uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale.
Oggi questi interventi possono essere finanziati nell’ambito del PNRR con nuovi criteri:
- un’erogazione di 789 milioni di euro per l’attuazione della Facility;
- supera i limiti temporali precedenti per completare l’investimento (ora al 31.12.2026);
- il 40% delle risorse è destinato al Sud Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).
La misura riportata nel MASAF per l’Agrisolare 2026, come in passato, prevede la selezione e il finanziamento dei progetti per incentivare l’installazione del fotovoltaico in autoconsumo.
Questo vale anche per la costituzione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) nelle aree rurali, che fanno parte dei soggetti beneficiari come forma di autoconsumo collettivo.
Gli interventi ammessi per il Facility Parco Agrisolare 2026
Il decreto MASAF ricalca i precedenti bandi e, inoltre, amplia gli interventi ammessi e aggiunge quelli cosiddetti complementari. In definitiva, nel 2026 sono finanziabili:
- l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti delle imprese agricole, zootecniche e agroindustriali;
- la rimozione e smaltimento dell’amianto dai tetti;
- la realizzazione di lavori per l’isolamento termico sui tetti;
- la realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (creazione di un’intercapedine d’aria).
Il criterio è quello di incentivare l’ammodernamento e l’uso dei tetti ad uso produttivo, rendendoli adatti alla produzione di energia rinnovabile – includendo anche interventi correlati.
Perché si parla di Facility per il Bando Agrisolare 2026?
Se nel PNRR 2025 era stata data una scadenza temporale “stretta”, oggi è stata dilazionata. La realizzazione finale degli impianti potrà avvenire con tempi più lunghi.
Che significa? L’istituto della “Facility” nasce apposta per semplificare il procedimento, garantendo le scadenze previste e gli obiettivi stabiliti.
- I fondi da erogare (789 milioni di euro) sono trasferiti al GSE (Gestore Servizi Energetici), in qualità di soggetto attuatore della Misura, che ha sottoscritto già entro la fine del 2025 uno specifico accordo attuativo con il Ministero.
- Il 31 dicembre 2026 è il termine per gli accordi giuridici con i beneficiari finali e il completamento dell’investimento. Il GSE dovrà stipulare le sovvenzioni giuridicamente vincolanti con i beneficiari, per un importo necessario a utilizzare il 100% dell’investimento PNRR.
- I progetti che vengono ammessi alle agevolazioni, dovranno essere conclusi entro 18 mesi dalla data dell’atto di concessione del finanziamento (oltre la scadenza temporale 2026 del PNRR).
In pratica, per l’attuazione della Facility la dotazione viene erogata per agevolazioni in conto capitale dei nuovi progetti, emanati dal Ministero e attuati dal GSE per il Parco Agrisolare.
In questa nuova procedura, rispetto ai bandi precedenti, la realizzazione finale degli impianti potrà avvenireoltre la scadenza temporale del PNRR, stabilita al 31 agosto 2026.
Come verranno ripartiti i contributi del Facility Parco Agrisolare 2026?
La dotazione finanziaria, che complessivamente è di 789 milioni di euro, viene suddivisa in modo da coprire diversi settori. Prima di tutto, bisogna valutare che una quota andrà agli oneri di gestione (non oltre 16 milioni di euro). Per il resto, le risorse destinate all’erogazione di agevolazioni in conto capitale verranno ripartite secondo alcuni criteri.
- 473 milioni di euro alle imprese del settore della produzione agricola primaria (con vincolo di autoconsumo).
- 150 milioni di euro alle imprese del settore della trasformazione di prodotti agricoli (con vincolo di autoconsumo).
- 10 milioni di euro alle imprese del settore della trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli (con vincolo di autoconsumo).
- 140 milioni di euro alle imprese del settore della produzione agricola primaria (in questo caso senza vincolo di autoconsumo).
Gli Avvisi del Bando Agrisolare 2026, inoltre, definiranno le modalità e i limiti per concedere questo contributo, fino ad esaurimento delle risorse disponibili.
Potenza degli impianti fotovoltaici e intensità massima del contributo
Accenniamo brevemente ad un’altra questione, essenziale dal punto di vista energetico. L’incentivo stabilito dal MASAF per l’Agrisolare 2026 permette di ottenere un contributo a fondo perduto generalmente tra il 40% e l’80% , per l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti dei fabbricati.
Per questo motivo, ricordiamo che si deve valutare anche l’intensità di aiuto massima, legata alla potenza degli impianti. Per capire il perché, facciamo una piccola premessa: il PNRR ha fissato un “target” di produzione entro il 30 giugno 2026, con l’installazione nel settore agricolo italiano di almeno 1.383 MW di nuova potenza fotovoltaica. Un obiettivo che, secondo questa politica energetica, permetterà una riduzione delle emissioni e una maggiore “resilienza energetica” delle imprese agricole.
L’energia fotovoltaica, quindi, viene incentivata con la misura del Parco Agrisolare ma i fondi dovranno essere collegati a dei risultati misurabili in termini di potenza installata.
Di conseguenza, ecco come varia l’intensità di aiuto
1 – Gli interventi delle imprese attive nel settore della produzione primaria, hanno un’intensità massima del contributo riconoscibile pari all’80% delle spese ammissibili.
2 – Per gli interventi delle imprese del settore della trasformazione di prodotti agricoli, le percentuali variano.
- L’intensità all’80% delle spese ammissibili è destinata ad impianti fotovoltaici con una potenza compresa tra 6 kWp e 200 kWp.
- L’intensità al 65% si ottiene con la potenza dell’impianto fotovoltaico compresa tra 200 kWp e 500 kWp.
- L’intensità al 50% delle spese ammissibili è riservata ad impianti con potenza maggiore di 500 kWp fino massimo di 1000 kWp.
3 – Per le imprese attive nella trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli, l’intensità massima riconoscibile è pari al 30% delle spese ammissibili. In più, l’intensità del contributo può essere maggiorata di alcuni punti percentuali per le piccole imprese (20%), le medie imprese (10%) e alcune zone assistite (regioni del Mezzogiorno).
4 – Le imprese agricole di produzione primaria che superano il limite di autoconsumo o autoconsumo condiviso. Anche in questo caso l’aliquota è del 30% e l’intensità può essere maggiorata con punti percentuali simili per piccole (20%) e medie imprese (10%), con 15 punti percentuali in più, per gli investimenti realizzati nelle zone assistite.
Il bando e la selezione dei progetti per il Parco Agrisolare 2026
Come sempre i progetti vengono selezionati sulla base di uno o più avvisi pubblici, che secondo le previsioni dovrebbero arrivare a breve, forse entro febbraio 2026.
La selezione avverrà con alcune priorità:
- i progetti che non hanno già beneficiato di finanziamenti della misura “Parco Agrisolare”;
- i progetti proposti da soggetti iscritti alla “rete agricola di qualità” prevista dalla L. 116/2014.
Inoltre, si pone un limite massimo alle spese ammissibili di 1500 €/kWp per l’installazione dei pannelli fotovoltaici (criteri già stabiliti nel DM 211444 /2023). I progetti ammessi alle agevolazioni, quindi, dovranno rispettare questo limite, anche se potranno essere aggiornate le spese massime ammissibili per i sistemi di accumulo e per i dispositivi di ricarica elettrica per la mobilità sostenibili.
I finanziamenti del Facility Parco Agrisolare 2026 si possono cumulare?
In parte sì. Le agevolazioni sono cumulabili con altri aiuti di Stato e aiuti de minimis, in relazione con gli stessi costi ammissibili. Questo può avvenire purché l’accumulo non porti a superare l’intensità di aiuto stabilita per ogni tipologia di misura (come da art. 11 del DM 211444/223).
Si possono cumulare anche con altre misure di sostegno, finanziate con risorse pubbliche, purché il cumulo non riguardi “gli stessi costi ammissibili, o le stesse quote parti del costo di uno stesso bene, e non porti al superamento del costo sostenuto per ciascun tipo di intervento di cui al presente Decreto”.
Nonostante la “Facility” la materia, come sempre, è da studiare con attenzione per chi vuole accedere al Bando Agrisolare 2026.
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